Alessia Cervini, La ricerca del metodo. Antropologia e storia delle forme in S.M. Ejzenštejn, 2010, pp. 236, Isbn 9788857503042, Euro 16,00
La pubblicazione nel 2002 a Mosca dell’ultima, incompiuta opera teorica di S.M. Ejzenštejn, Metod (prossima l’uscita in traduzione italiana, a cura di Alessia Cervini, nel quadro dell’edizione delle Opere scelte dirette da Pietro Montani), ha rappresentato l’occasione per un complessivo ripensamento dell’intero lavoro del grande regista russo. Il presente volume, ripercorrendo i punti salienti della riflessione ejzenštejniana, ricostruisce il grandioso progetto di un “libro sferico” in cui il regista intendeva far rientrare, intrecciandoli fra loro, non solo gli studi sull’arte e sul cinema, ma anche i propri interessi per discipline come la psicologia, l’antropologia, la biologia. Scopo di Ejzenštejn mostrare l’intima connessione fra ambiti del sapere solo apparentemente distanti, ma in realtà uniti da uno stesso approccio metodologico. Un metodo che corrisponde essenzialmente alla dialettica e alle sue leggi.
Alessia Cervini è docente a contratto di “Filosofia del cinema” all’Università della Calabria, dove è stata assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in “Estetica e Teoria delle Arti" all’Università di Palermo. È autrice di: S.M. Ejzenštejn. L’immagine estatica (Roma, 2006) e (in collaborazione) del volume: Splendore e miseria del cinema. Sulle Histoire(s) di Jean-Luc Godard (Cosenza, 2010). Ha curato una raccolta di scritti ejzenšteiniani: Sulla biomeccanica. Azione scenica e movimento (Roma, 2009) e un volume su Werner Herzog (Cosenza, 2007). È autrice di numerosi saggi pubblicati in riviste e volumi collettanei. È membro del comitato direttivo di “Fata Morgana. Quadrimestrale di cinema e visioni”.