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Prezzo:
€ 19,00  € 16,15
Nome: L'albero del Tractatus
Cod.: 9788857502748
Autore: Luciano Bazzocchi
Disponibilità: Si
Descrizione: Genesi, forma e raffigurazione dell’opera mirabile di Wittgenstein
DETTAGLIO:

Luciano Bazzocchi, L'albero del Tractatus. Genesi, forma e raffigurazione dell’opera mirabile di Wittgenstein, 2010, pp. 146, Isbn 9788857502748, Euro 19,00

Il Tractatus di Wittgenstein è il libro di filosofia che più ha influenzato la cultura del ventesimo secolo. Ma perché le sue proposizioni sono numerate secondo una codifica decimale così insolita? Qual è lo scopo di un sistema di numerazione che, come scrive McGuinness, «nessuno ha ancora chiarito completamente»? Davvero si tratta di una questione di «melodia e accompagnamento» (Erik Stenius), o perfino di «un gioco privato, a spese dei lettori» (Max Black)? Questo volume mostra che quando disegniamo l’albero relazionale definito dai codici decimali e dispieghiamo le proposizioni del Tractatus lungo di esso, otteniamo un testo alternativo, più nitido, dove ogni nodo rappresenta uno scorcio perfetto, un’esatta istantanea sulla logica del nostro linguaggio e del nostro mondo. Parallelamente, Bazzocchi ha riesumato nella stessa chiave un manoscritto di lavoro poco conosciuto perché troppo caotico, bizzarro, apparentemente senza capo né coda. E ha scoperto che…

Ludwig Wittgenstein (Vienna 1989 – Cambridge 1951) prima di fare logica con Russell studia ingegneria e progetta turbine per aeroplani e aquiloni per strumenti meteorologici. Scrive il Tractatus durante la prima guerra mondiale, a cui partecipa come artigliere volontario; riceve la Medaglia d’Argento di prima classe al Valore sul fronte russo e la Medaglia di Ferro al Servizio Militare sul fronte italiano. Poi è maestro elementare in un paesino di montagna; dal ’26 al ’28 lavora come architetto alla realizzazione della casa di Vienna per la sorella Margaret. Nel 1929 ritorna a Cambridge a insegnare filosofia.

Luciano Bazzocchi dopo la laurea in filosofia alla Scuola Normale si è dedicato all’ingegneria del software, all’intelligenza artificiale e alla neuronica. Ha approfondito le relazioni tra ragionamento naturale, logica formale e calcolo automatico. Ha realizzato alcuni sistemi esperti in biblioteconomia e in piani regolatori urbani. Infine, è tornato a una sua antica passione, la sorprendente architettura del Tractatus logico-philosophicus. Dopo alcuni saggi specialistici, questa è la sua prima opera sul libro di Wittgenstein che proponga una prospettiva ermeneutica a tutto tondo.

 
     






Recensioni:

Autore: Matteo Vagelli
Rendendo perspicua la nota in cui Wittgenstein spiega come intendere la numerazione decimale apposta al suo Tractatus (“Le proposizioni n.1, n.2, n.3, etc., sono commenti alla proposizione n; le proposizioni n.1, n.2…”), Bazzocchi ce ne mostra la struttura grafica e concettuale ad albero. Dandoci essenziali informazioni sulla genesi storica del testo egli ci dà al tempo stesso occhiali nuovi per leggerlo e comprenderlo nel modo in cui il filosofo austriaco avrebbe voluto che lo facessimo. E’ stimolante e a tratti folgorante riscoprire il testo con questa nuova coscienza: l’edizione a stampa, con la sua linearità, si rivela quantomeno fuorviante per certi snodi tematici del testo (in particolare quelli caratterizzati dall’utilizzo di riferimenti incrociati tra le proposizioni). La rilettura consapevole che Bazzocchi conduce lo porta a dissolvere letteralmente diversi problemi esegetici su cui la letteratura tradizionale ha a lungo tempo dibattuto. La sua sfida è quella di mostrare come il messaggio o i messaggi essenziali di quest’opera possano essere compresi e chiariti se si mostra e spiega la forma in cui sono stati messi per iscritto e concatenati dall’autore. Uno dei frutti di questa radicale “indagine strutturale”, che tende ad unire in maniera biunivoca e inscindibile la forma del testo al suo contenuto, è inoltre l’idea che il Tractatus stesso sia metafora del linguaggio: forma e contenuto coincidono in quella che propriamente è un’opera d’arte filosofica, o, nelle migliori intenzioni di Wittgenstein, una “composizione poetica”. Molte sono le conferme storiche, filologiche e concettuali che Bazzocchi riporta a sostegno della sua intuizione, ma la sfida rimane aperta: occorre ancora valutare fino in fondo tutte le possibili conseguenze esegetiche di questo metodo di lettura, verificare a pieno se questo principio di lettura può dissolvere definitivamente tutti i problemi filosofici che il Tractatus pone. A Bazzocchi il merito di aver inaugurato questa entusiasmante strada di ricerca.
Autore: anna de angelis
Il libro di Luciano Bazzocchi, "L'Albero del Tractatus", offre finalmente al lettore ed allo studioso del pensiero di Wittgenstein, una chiave di lettura innovativa ed affascinante rispetto a quanto prodotto sino ad oggi riguardo al "Tractatus" del filosofo austriaco. Con questa sua opera l'autore, a differenza di quanti si sono finora cimentati nell'interpretazione del Tractatus, non guarda alle proposizioni in sequenza decimale crescente, ma le dispone invece come su un piano a due dimensioni, ottenendo così una disposizione ad "albero", con tutta la sequenza di ramificazioni proprio come nella struttura, ad esempio, dell'albero genealogico. Grazie a questa diversa visione, la complessità dell'opera di Wittgenstein risulta quasi stemperata e Bazzocchi dimostra come sia possibile leggere il Tractatus quasi fosse un sito web, potendolo usare come un "semplice" ipertesto. Ritengo questo libro interessante ed originale e credo possa realmente aiutare il lettore, più o meno preparato, ad affrontare l'innegabile complessità del Tractatus di Wittgenstein con un metodo di studio nuovo ed appassionante.

 



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