Andrea Nicolosi, La finestra svelata. Leon Battista Alberti e l’anima delle immagini, 2010, pp. 68, Isbn 9788857502489, Euro 9,00
Quali scene primarie lascia intravedere il dispositivo ottico più famoso della storia dell’arte occidentale: la “finestra aperta” albertiana. Che regimi simbolici della visione dissimula il velum attraverso cui il reale viene rispecchiato in immagine. A quali altezze o profondità si spinge il celebre, quanto enigmatico, occhio alato dell’Alberti. Ancor prima della razionale gabbia prospettica della historia Leon Battista Alberti, “padre delle tre arti”, ha voluto rendere visibile, per scene distinte, il racconto delle origini dell’arte che anima i variegati spazi che si dispiegano tra il simile e il dissimile, la copia e il deforme, i sottili riflessi della fonte di Narciso e le inquietanti metamorfosi burlesche del dio velato Momo. Rendendo presente l’assente, come si legge nel De pictura, il poliedrico e camaleontico umanista delle arti dilata gli orizzonti visivi della ragione fino ad includervi il cielo stellato del mito e le fluide regioni del sogno. E’ questo il percorso che ci invita a seguire l’ Alberti, “virtuale”, riletto seguendo nei suoi scritti gli stratificati rinvii associativi della celebre metafora del quadro-finestra.
Andrea Nicolosi (Parma 1967) si laurea al Politecnico di Milano e consegue il Dottorato in Architettura presso la Facoltà di Architettura di Genova. Già allievo del Centro Studi Andrea Palladio, scrive saggi, recensisce testi di arte e architettura sulla rivista “Area”, e ha collaborato alla stesura di alcuni lemmi nell’Enciclopedia dell’Architettura (Federico Motta-Il Sole 24 Ore,2008). Tra le sue pubblicazioni più recenti: Dal disegno al manifesto. Le acque e l’architettura nella modernità (Sigea, Roma, 2004); Palladio e la simbologia del tempio nella trattatistica rinascimentale (il Poligrafo, Padova, 2008); Le tre estetiche di Ernesto N. Rogers (MUP, Parma, 2009). Attualmente è professore a contratto alla Facoltà di Architettura di Parma.