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Scheda prodotto |
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Prezzo:
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Nome:
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Anarchismo e politica |
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Cod.:
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ISBN 9788884835277 |
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Autore:
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D'Errico Stefano |
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Disponibilità:
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Si |
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Descrizione:
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nel problemismo e nella critica all'anarchismo del Ventesimo Secolo. Il programma minimodei libertari del Terzo Millennio. Rilettura antologica e biografica di Camillo Berneri |
DETTAGLIO:
D'Errico Stefano, Anarchismo e politica nel problemismo e nella critica all'anarchismo del Ventesimo Secolo. Il programma minimodei libertari del Terzo Millennio. Rilettura antologica e biografica di Camillo Berneri, collana Mimesis, ISBN 9788884835277, Euro 48,00.
Camillo Berneri, intellettuale della stessa generazione (e del calibro) di Piero Gobetti, Carlo Rosselli e Antonio Gramsci, dei quali fu stimato interlocutore, è stato pressoché cancellato dall’ufficialità della storiografia (anche di sinistra). La sua colpa? Essere anarchico. Eppure la sua capacità teorica, con uno stile antidogmatico, traccia, oggi più che mai, il “programma minimo” per l’unico (e l’ultimo) socialismo possibile: quello libertario. In Berneri emerge la preoccupazione di affermare il primato dell’etica sulla politica, la cui “autonomia” è per lui all’origine dell’impossibilità d’ogni cambiamento progressivo. Vero “liberale del socialismo”, Berneri non contrastò solo il sistema capitalistico o il fascismo, bensì ogni ragion di stato e qualsiasi forma di totalitarismo, bolscevismo compreso. Avvenne così che l’irriducibile intellettuale militante spesosi in prima persona contro le forze tradizionali della reazione – dal 1926 perseguitato da Mussolini fin nell’esilio – fu infine assassinato non ancora quarantenne dai sicari di Stalin (con il contributo determinante degli italiani Togliatti, Longo e Vidali), nella Barcellona rivoluzionaria del 1937. Il suo rigore lo pose in rotta di collisione con tutti gli ideologismi e le soluzioni dottrinarie del “secolo breve”. Egli prese le distanze anche dalle semplicistiche ricette di un certo anarchismo, con uno sforzo teorico ed autocritico unico nel panorama libertario. Berneri concepì libere istituzioni della società civile in antitesi allo stato, incardinate sul comunalismo e coordinate in senso federalista; criticò le paure degli “anarchici integralisti” rispetto all’elaborazione di una precisa prassi politica e di un programma; valorizzò il mondo dell’associazionismo di base e l’organizzazione anarcosindacalista; si occupò di psicologia, stigmatizzando la demagogia, l’operaiolatria e l’antisemitismo di sinistra; intese l’individuo non come monade, bensì quale elemento valoriale nel seno di un’organizzazione politica degli anarchici ad identità collettiva; cercò di dare all’anarchismo la capacità gradualista di promuovere battaglie, anche d’opinione, oltre i “fondamentalistici” confini dell’ideologia e di stringere le necessarie alleanze politiche (nel suo tempo rivolgendosi per questo all’area genuinamente liberalsocialista); non s’illuse sulla palingenesi rivoluzionaria o sulla “spontanea” giustizia delle masse, pronunciandosi per la necessità di regole condivise ma cogenti; denunciò la codificazione di criteri tattici assurti a principi dogmatici, come nel caso di quello che definì “cretinismo astensionista”, divenuto diktat onnicomprensivo persino a livello di comunità locale ed in occasioni referendarie; contrapponendosi al positivismo imperante, si dichiarò sperimentalista, umanista e si spese per la libertà religiosa; possibilista in economia, fu contro i sistemi chiusi e a favore della piccola proprietà; principalmente equitario e collettivista, la sua opzione comunista, volontaria anziché pianificatoria, fu affatto intransigente.
Stefano d’Errico (1953) partecipa al movimento degli studenti del 1968 e, successivamente, a diverse esperienze comunitarie di quel periodo. Attivo nell’anarchismo romano, collabora a lungo alla rivista “A” e ad “Umanità Nova”. È fra i fondatori della Cooperativa “Bravetta ‘80”, esperienza pilota capitolina, autogestita dall’area del “movimento” contro l’istituzionalizzazione della tossicodipendenza e per il recupero del sottoproletariato urbano. Sviluppa una lunga ricerca collettiva sul campo, riferita in AA. VV., La diversità domata. Cultura della droga, integrazione e controllo nei servizi per tossicodipendenti (a cura di R. De Angelis, Istituto “Placido Martini” - Officina Edizioni, Roma 1987). Tra gli animatori dei Comitati di Base della Scuola, nel 1990 d’Errico diviene segretario nazionale della Confederazione Italiana di Base Unicobas, prima realtà intercategoriale del sindacalismo alternativo in Italia. Negli anni ’90, contribuisce anche allo sviluppo dell’Associazione culturale “l’AltrascuolA”, attiva sul terreno dell’aggiornamento dei docenti, promotrice di studi e convegni. Firma l’introduzione di A scuola fra le culture del mondo (D. Rossi, Teti Editore, Milano 2000) ed un libro di materia sindacale (Tutti i contratti. Manuale per l’uso, U Book – Rubbettino, Catanzaro 2000).
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